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Domenica, 25 Ottobre 2020 10:51

Tra arte e impegno sociale: l’esperienza di Electra Teatro

di Andrea Capecchi

Pistoia – Un'esperienza tutta pistoiese, in cui l'amore e la passione per il teatro si intrecciano con l'impegno sociale e culturale a vantaggio della comunità.

È la “missione” di Electra Teatro, nata come associazione culturale nel 2003 per la promozione del teatro e dei suoi linguaggi, visti come veicoli di divulgazione culturale e di crescita sociale del territorio.

Un'associazione senza fini di lucro, costituita da volontari appassionati di teatro (fanno parte del consiglio direttivo Elena Bernardini, Giuseppe Tesi, Martina Novelli e Sandro Castagnoli), che portano avanti le attività a titolo gratuito ma con impegno e professionalità, avvalendosi dell’aiuto e della collaborazione di personalità esterne, professionisti del settore. Molto forte è anche il radicamento territoriale: nata a Pistoia, fin dall’inizio Electra ha avuto come obiettivo quello di utilizzare gli spazi pubblici, come ville e giardini del territorio, con alcune fortunate “incursioni” nei teatri delle province di Pistioia e Prato.

“Siamo presenti sul territorio ormai da molti anni – racconta Elena Bernardini, presidente di Electra – ma nell'ultimo biennio abbiamo avuto occasione di portare avanti e realizzare alcuni progetti a nostro avviso molto significativi, che vorremmo condividere con i pistoiesi”. A partire dallo spettacolo “Jimmy creatura di sogno”, dramma dell’autrice canadese Marie Brassard, interpretato dal vivo dall’attore Giulio Maria Corso con un contributo video di Katia Ricciarelli, per la regia di Giuseppe Tesi, direttore artistico di Electra. “Jimmy è stato un po' il punto di svolta dell'attività teatrale di Electra – continua Elena – è un testo dalla vena surreale e visionaria e dai temi scottanti, un lavoro di grande valore sia dal punto di vista testuale che rappresentativo, che abbiamo realizzato grazie a un forte affiatamento di tutto il gruppo. L’idea di inserire un cortometraggio all’interno della messa in scena dell’opera teatrale, per rendere al meglio la dimensione irreale e onirica della trama, si è rivelata una scelta originale e vincente, e ci ha permesso di entrare nel cartellone della stagione teatrale pistoiese”.

Lo spettacolo “Jimmy” di Electra Teatro viene infatti inserito nella rassegna Altri Linguaggi dedicata al teatro d’innovazione, e nel marzo del 2018 fa il suo debutto al Teatro Bolognini.

“Questo spettacolo ci ha dato una discreta visibilità, e verso la fine dello stesso anno abbiamo ricevuto la richiesta del carcere di Pistoia, nella persona di Tazio Bianchi, ex direttore della casa circondariale, di avviare un laboratorio teatrale con alcuni detenuti. Come abbiamo accolto la proposta? Con spirito positivo e, direi, con entusiasmo, consapevoli delle difficoltà che avremmo certamente incontrato, ma con la ferma volontà di metterci alla prova, di raccogliere e vincere questa nuova sfida”.

Portare il teatro in carcere non è – o meglio, non dovrebbe essere – una “buona azione” fatta per compassione verso i detenuti o magati per avere un ritorno d'immagine, ma è un'attività che dovrebbe nascere dalla profonda consapevolezza del ruolo del teatro, e più in generale dell'arte e della cultura, come strumenti di riscatto, di rieducazione e di riscoperta del mondo “esterno”.

“Il teatro è un mezzo eccezionale di presa di coscienza di noi stessi – spiega Elena – e lo stesso carcere può essere visto come un grande teatro dove ognuno recita una parte. Portare il teatro in carcere per noi significa avvicinare i detenti a una bellezza diversa da quella immaginata, far comprendere a ciscuno di loro che esiste una realtà diversa da quella dura e limitata dell’ambiente carcerario”.

Ma cosa far rappresentare ai carcerati?

“Scegliemmo il dramma “Fino all’ultimo fiato di stella” di Grazia Frisina, a cui avevamo dato come sottotitolo “Stabat mater”: una riflessione univerale sul dolore di una madre di fronte alla morte del figlio, un tema che ci sembrava opportuno perchè in grado di superare le barriere sociali, etniche, culturali e religiose presenti fra i detenuti. Ottenuta l’approvazione del Ministero e il sostegno della direzione del carcere e della Polizia penitenziaria, abbiamo avuto l’idea di virare sulla realizzazione di un cortometraggio anzichè sulla messa in scena teatrale: ciò sia per ragioni pratiche, al fine di permettere a un più ampio numero di detenuti nel carcere pistoiese di prendere parte al progetto, sia per dare la possibilità di una continuità a questa iniziativa, anche al di fuori del contesto carcerario. È un modo per far conoscere all’esterno e a un pubblico meno ristretto il lavoro che stanno facendo questi ragazzi: il sogno sarebbe quello di presentarlo ai concorsi per cortometraggi nazionali e internazionali. Il corto è liberamente tratto dal poema della Frisina, sul modello della tragedia greca: i detenuti sostengono la parte del coro, che rappresenta la voce popolare e vede l’inserimento di alcune parti con esperienze e riflessioni personali, mentre la corifea e il figlio sono interpretati dall’attore Giuseppe Sartori e il personaggio di Maria dall’attrice Melania Giglio”.

Avviato a inizio 2020, il progetto è stato bloccato dalla pandemia per otto mesi, e solo da poche settimane sono ricominciate le riprese in esterna con gli attori, in luoghi particolarmente suggestivi e significativi del territorio. “I ragazzi del carcere che lavorano a questo progetto sono molto giovani – conclude Elena – la maggior parte ha poco più di vent’anni, e sono tutti entusiasti di prestarsi a questa iniziativa. La vedono come l’occasione di fare qualcosa di nuovo e diverso, di comunicare con l’esterno, di esprimere qualcosa di personale, di lanciare un messaggio per un futuro diverso”.

L'auspicio dei volontari di Electra è che il progetto possa finalmente andare in porto e il cortometraggio abbia una diffusione oltre le mura del carcere. Per fare ciò, e per sostenere le spese vive dell'attività, è stato avviato un crowfounding aperto a tutti gli ineressati, che possono sostenere questa iniziativa con una donazione tramite bonifico bancario all'iban IT 34 T0760113800 000009533944.

 

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