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Venerdì, 20 Novembre 2020 10:06

Un ritratto di Yves Montand dai ricordi di famiglia

Giuseppinas Simoni sfoglia l'album di famiglia (foto di Stefano Di Cecio) Giuseppinas Simoni sfoglia l'album di famiglia (foto di Stefano Di Cecio)

di Stefano Di Cecio

Monsummano Terme - Un ricordo lontano che ancora oggi vale la pena raccontare.

Ricordi che si perdono nei molti anni trascorsi ma che ancora oggi sono ben presenti e vivi. Quattro chiacchiere con Giuseppina Simoni, stesso nome e cognome della mamma di Ivo Livi ovvero Yves Montand,

Qual era il vostro rapporto di parentela?

La sua mamma era sorella di mio nonno, per cui noi eravamo bis-cugini, mio padre era cugino “buono”, di primo grado. Io sono del 1945, lui era del '21, c'era un po' di differenza di età.

Sei mai riuscita a incontrarlo?

Da piccina sono riuscita a vederlo una volta, proprio qui a Monsummano Terme. Lui stava girando un film a Firenze, un film ad episodi, il titolo era "Tempi nostri - Zibaldone n. 2", la regia di Alessandro Blasetti. Yves Montand era il protagonista insieme all’attrice Daniele Delorme dell’episodio “Mara”, tratto da un racconto di Vasco Pratolini. Era con un'attrice francese su di una macchina scoperta, era venuto a trovare la sorella di sua madre. Ricordo che la macchina era ferma accanto alla statua di Giuseppe Giusti, nella piazza principale, e diverse persone si stavano dirigendo lÏ. Io ero con le suore e le compagne di colonia, provai a uscire dalla fila ma le signorine mi ripresero subito, nonostante gridassi "E' mio cugino!"

E sua madre?

Sua mamma, che noi chiamavamo zia Beppina, veniva spesso a Monsummano, perché qui aveva le sorelle, io me la ricordo anche qui in casa, io e le mie sorelle eravamo piccole. Io rappresento la memoria storica della famiglia e da appassionata di cinema ho raccolto molte cose che lo riguardano, ho fatto stampare due belle foto. In casa non parlavamo molto di lui perché mia madre non era di qui, mentre mio padre, suo cugino, nel 1946 è andato a lavorare in Svizzera ed è tornato dopo più di trent'anni. Poi piano piano sono morti tutti, E’ rimasta solo una cugina, Olimpia, che ha più di novant'anni.

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Conoscevi la sua famiglia?

Ivo aveva una sorella più grande e un fratello. Prima di andare in Francia abitavano in via di Gragnano e avevano una piccola attività di produzione di scope. Giovanni Livi, il padre, era di sinistra, e una notte alcuni fascisti incappucciati dettero fuoco alla casa. La mamma di Ivo riconobbe tra gli incappucciati anche un familiare. Giovanni allora decise di andare via dall'Italia e si stabilì a Marsiglia dove in seguito fece arrivare anche moglie e figli. La figlia maggiore, Livia, si mise a fare la parrucchiera e Ivo da ragazzo, già appassionato di canto e ballo, aiutava sua sorella a lavare le teste. Da lì in poi la storia é abbastanza nota: la storia d'amore con Edith Piaf, che lo introdusse al mondo del canto. Un altro biscugino andò a trovarlo a Parigi mentre faceva un serata all'Opéra de Paris, ma Ivo non lo volle ricevere.

Che rapporto c'è stato tra Ivo e la città di Monsummano?

Secondo me Ivo non aveva amore per i monsummanesi, perché avevano fatto dei grossi sgarbi alla famiglia, comunque nel 2007 la città gli ha intitolato il teatro comunale. Il giorno dell’inaugurazione c'erano sua moglie Carole Amien e il figlio Valentin. Carole era l'ultima moglie, prima era stato sposato con Simone Signoret ma non avevano avuto figli, Ivo aveva però adottato la figlia che la Signoret aveva avuto col primo marito. Quando rimase vedovo decise di assumere una ragazza che gli facesse da segretaria, Carole appunto, che poi divenne sua moglie e hanno avuto Valentin nel 1988.

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