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Lunedì, 05 Ottobre 2015 00:00

Torino Danza. In scena "Pupilla" e la prima italiana di "L.A.N.D"

Un momento dello spettacolo "Pupilla" Un momento dello spettacolo "Pupilla"

Torino - Valeria Magli, intelligente funambola sempre in bilico fra teatro e danza, rientra nel Progetto RIC.CI - Reconstruction Italian Contemporary Choreography Anni Ottanta-Novanta ideazione e direzione artistica Marinella Guatterini - non in punta di piedi, bensì di scarpette da bambola-bambina, e di profetessa di erotismi tutti contemporanei.

Percorso a ritroso nella memoria, “Pupilla” è anche la storia del rapporto tra l’essere umano e le sue riproduzioni: bambole, manichini, pupazzi, giocattoli speciali che imitano la vita senza raggiungerla. Bambola che rimanda naturalmente al mondo dell’infanzia con i giochi teneri e le cantilene, ma anche con i suoi misteri e le sue perversioni. Bambina con bambola: infanzia ed erotismo, età delle perversioni e non solo dell’innocenza. “Pupilla” fa parte del progetto RIC.CI firmato da Marinella Guatterini, che ripropone i migliori spettacoli della scena italiana degli anni Ottanta e Novanta.Valeria Magli, danzatrice e performer, creò questo spettacolo nel 1983, quando veniva definita “musa dei poeti” e artista della “poesia ballerina”.

Oggi "Pupilla" viene riproposto con tre giovani danzatrici della DanceHaus Company sotto lo sguardo benevolo e spietato della sua creatrice.Il viaggio comincia nel presente e si tuffa subito nel passato: una donna si guarda allo specchio dopo una festa. Il salone è ormai deserto e il suo stato d’animo è un misto di allegria e malinconia, come spesso succede quando la musica risuona nelle orecchie e rimbomba nello spazio ormai vuoto. La memoria fa il suo gioco e arriva un ricordo nitido e netto: lei bambina, la casa, i grandi, la sorella e la bambola.«La bambola - racconta l’artista - appartiene alla numerosa famiglia delle marionette, dei pupazzi, dei manichini, degli automi, tutte effigi dell’umano che si legano agli antichi miti sulla resurrezione dei morti e sulla metamorfosi di esseri vivi in figure morte».Il gioco imita la vita ma la vita imita la finzione mentre il soffio vitale sembra animare, anche solo per un po’, bambole inerti: ecco Frankenstein al femminile, la Coppelia del balletto classico, la donna-macchina di Max Ernst che prende vita per il tempo della carica, “Die Puppe” di Hans Bellmer con gli arti quadruplicati e i seni giganti, messa in pose disarticolate, come smembrata dalle ferite provocate da una guerra, e poi fotografata. Gestualità robotiche, seduzioni oniriche, allusioni pornografiche dipingono immagini letterarie commosse e rarefatte, frammenti sgretolati, metafore ambigue.

Il mondo dell’infanzia è evocato per frammenti in cinque quadri distinti. È fatto di scarpette con la punta tonda e il cinghietto, gonne svolazzanti, colori pallidi, sapori agrodolci, filastrocche cantilenanti ma anche di misteri maliziosi, pensieri molto poco innocenti, sensazioni torbide e inquietanti, promesse d’amore fra musiche di Debussy, Fauré, Hidalgo, Nevin e Orth e poesie di Ball, Graffi, Paolozzi, Pascoli, Prassinos e Saba. La fantasia si snoda in un percorso originale e profondamente femminile, sospeso fra teatro e danza, parola e gesto, rabbia e nostalgia, tenerezza e crudeltà.

Daniele Ninarello è un giovane talento formatosi con alcuni dei maggiori coreografi italiani e internazionali: Virgilio Sieni e Sidi Larbi Cherkaoui tra gli altri. Ora la sua sfida, che Torinodanza ha deciso di sostenere quest’anno, è quella della coreografia. In “L.A.N.D. Where is my love” - foto sotto - lo vediamo alle prese con un mondo coreografico astratto, un paesaggio di corpi nel quale ogni interprete deve ritagliarsi con fluidità il proprio ruolo. Alla ricerca di quel punto di incontro e di equilibrio che i corpi devono trovare per incontrarsi. 

Land
Land

Un tuffo nel proprio paesaggio interiore e nella relazione che questo ha con l’esterno e con i paesaggi interiori degli altri intorno a noi, fra confini e slanci vitali, viaggi mentali e muscolari. In “L.A.N.D.” (Local Area Network Development), l’ambiente è inteso come il luogo, e a volte anche il non-luogo, che si determina dalle relazioni tra i corpi. Queste relazioni nascono dalla percezione dei performer che creano e abitano una rete in cui esistere insieme e contemporaneamente. Il corpo in movimento diventa strumento sensoriale, parte integrante dello spazio che cambia e che di volta in volta si trasforma generando nuove connessioni e nuove possibilità di incontro. Si crea una concatenazione coreografica astratta: le memorie fisiche generano pensieri. I pensieri si traducono in azioni.

Le azioni scoprono luoghi sconosciuti che diventano architetture e paesaggi sonori. E che, partendo dall’esterno, ridisegnano anche le nostre mappe interiori. E il ciclo può ricominciare: da dentro a fuori e da fuori a dentro.

Il giovane coreografo Daniele Ninarello esplora distanze e prossimità, percezioni e ricezioni di corpi in reciproco ascolto e con un desiderio comune: scoprire la bellezza, anche quando non è immediatamente evidente. Un moto continuo di attrazioni e repulsioni, dialogo fra interno ed esterno con l’obiettivo di lasciarsi sorprendere dalla meraviglia generata dal co-esistere. Corpo e ambiente, muscoli e sensazioni, tecnica e mistero animano una coreografia condivisa. Ad ogni danzatore viene chiesto di sondare il proprio paesaggio interiore, di trasformarlo e di esternarlo, di aprirsi, attraverso la danza, alla consapevolezza del proprio essere creativo e compositivo: compito principale è quello di immergersi nelle emozioni e negli stati emotivi che compongono la nostra esistenza e che diventano uno specchio per gli altri. Gli altri ricevono stimoli, suggerimenti e risposte, si possono riconoscere e rimandare sensazioni in cui noi possiamo identificarci a nostra volta e lasciarci stupire dalla straordinaria complessità del nostro essere umani, creature naturalmente in ascolto e in continua esplorazione, anime e corpi in relazione, portatori di bellezza che a volte nasce dalla consapevolezza e a volte proprio dalla sua assenza. E così il viaggio continua e chiede solo di ripartire e di non fermarsi mai.

 

Lavanderia a Vapore - Collegno (TO)

mercoledì 7 ottobre 2015 – ore 20.45

“Pupilla” (1983-2014)

spettacolo di Valeria Magli

con DanceHaus Company

interpreti Chiara Monteverde, Armida Pieretti, Susan Vettori

voce recitante Valeria Magli

 

a seguire

 

“L.a.n.d Where is my love” – prima italiana

ideazione e coreografia Daniele Ninarello

danzatori Daniele Ninarello, Annamaria Ajmone, Marta Capaccioli,

Pieradolfo Ciulli, Cinzia Sità

musiche Adriano De Micco, Stefano Risso

progetto vincitore del Premio CollaborAction 2014

assegnato dalla Rete Anticorpi XL

 

Info e biglietti

Teatro: Lavanderia a Vapore, C.so Pastrengo 51, Collegno (TO)

Biglietti: Intero € 20 - Ridotto € 17 - Under 35 € 12 - Under 14 € 5

Biglietteria del Teatro Stabile di Torino | Teatro Gobetti - via Rossini 8, Torino - dal martedì al sabato, dalle ore 13 alle ore 19. Domenica e lunedì riposo.

Tel. 011 5169555 – Numero verde 800235333

Vendita on-line: www.teatrostabiletorino.it  - www.torinodanzafestival.it

Info: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

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